El Tango Poeta | Carlos Gavito …su La Via del Tango

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“Chi conosce questo segreto, vive il suo tango, su La Via del Tango, anziché esserne sopraffatto”

 

“Il segreto” di cui parlo in questo articolo, è la Poesia nel Tango, è la conoscenza di ciò che causa la naturale fluidità di un tango di assoluta bellezza, per evitare di vivere il tuo tango invano….

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El Tango Poeta ti  Regala un Video! dura 4:38 minuti secondi, il tempo di un tango, e credo che valga la pena di guardarlo tutto con calma, perchè Carlos Gavito è un Poeta nel suo Tango.

 

 

Carlos Gavito y Maria Plazaola

 A Evaristo Carriego

Una Poesia   

 

 

 

L’altra mattina mi sono svegliato alle 5 e ho iniziato a girare per casa nella camera sotto gli occhi straniti di Carla che non capiva cosa stessi facendo.

 

In realta’, stavo cercando di risolvere un problema.

E’ una cosa che faccio spesso.

 

Ho un dubbio in testa, e inizio a pensarci camminando. . . e dopo un po’ le idee si schiariscono.

 

Il problema dell’altra mattina era questo:

Riflettevo…

 

Se ti stai cimentando da un po’ a ballare tango argentino a scuola o in milonga, quasi sicuramente ti sarà capitato di bloccarti ed avere la sensazione di non sapere più come si balla, com’è il passo, tutto diventa complicato.

 

E’ successo ancora anche a Te?

 

Mi capita anche che sopraggiungono momenti di stanchezza o di noia, e il Tango non riesca a darmi l’energia o semplicemente la curiosità per rinnovare l’entusiasmo e la voglia di ballare.

 

In questi momenti di sconforto allora che fare?

 

Più tardi ho capito che non ero solo. 

So che capita a molti tangueros e milongueras.

Anche a me lo confesso, capita questa sorta di bocco.

Ed è una delle sensazioni più odiose in assoluto.

 

Già perché difficilmente mi sento a mio agio in queste condizioni, è un po’ come se avessi un piede sull’acceleratore e uno sul freno.

 

Il risultato è che non accade nulla… o perlomeno, non è abbastanza.
Allora mi ritrovo deluso e frustrato perché il mio tango non decolla.

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Ma pensa per un attimo..

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Come sarebbe se non avessi bisogno di sforzarti di apprendere figure complesse?
Come sarebbe se in milonga tu potessi ballare una tanda in modo naturale e fluido?

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Se ci fosse un’altra strada? Un viaggio nella Poesia… un modo molto molto più potente del metodo attualmente in uso nelle scuole?

 

Allora ricordi quando hai iniziato;

 

La gioia del tango inizia in una scuola quando il maestro sceglie una musica di tango ricca di sentimento di poesia, in genere facilmente orecchiabile, e tu muovi i primi passi.

Non ti dimenticherai mai di questo giorno.

L’emozione è forte e sei solo alla pagina uno.

 

Un giorno dopo l’altro imparerai una gran quantità di tecnica e molto probabilmente un bel numero di figure che in gran parte dimenticherai.

 

Ma va bene così …

 

Poi capita di incontrare lo stile di Carlos Gavito, un vero Poeta nel suo Tango con la sua naturale e fluida maestria.

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El Tango Poeta è ricco di Sentimento capace di incoraggiarti….

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Ecco ora mi trovo qui, alle 5 del mattino a chiedermi giustamente quale sia il segreto di Carlos Gavito un Maestro che ci ha regalato in testamento la prova che è possibile ballare un tango fluido ed in modo naturale, ricco di emozioni, portandoti a percorrere a scoprire un sentimento significativo, e a scoprire e capire di più di Tango, magari di Argentina, sicuramente della vita.

 

“Il Tango è per Gavito la fonte di tutto…”

 

Ed il Tango di Gavito è il risultato di una vita ricca, avventurosa, tragedia e commedia, vissuta sempre d’artista, con i suoi splendori e le sue miserie.

 

Si proprio giustamente mi chiedo quale fosse il suo segreto per raggiungere una tale padronanza e diventare quel personaggio che abbiamo conosciuto?

 

Quando la mente si confonde, accendo il computer, lo faccio di istinto.

Ad un certo punto mi imbatto, in un video in youtube, “A Evaristo Carriego (Carlos Gavito y Maria Plazaola)” .

Un brano nell’interpretazione allo stile Osvaldo Pugliese ballato da intensa emozione di una bellezza straordinaria.

 

Chi è Evaristo Carriego?

 

E’ da qui che bisogna partire per raccogliere il segreto?

 

Cerco e scopro che “Evaristo Carriego” è il titolo di un capolavoro di Jeorge Luis Borges.

Scava scava trovo “la canzone del barrio”, un’antologia di poesie e racconti del poeta argentino Evaristo Carriego

Bene ora so che la figura del Poeta Evaristo Carriego è tanto radicata nella memoria popolare argentina.

Il Capolavoro di Jeorge Luis Borges, poeta anch’esso, entra nella “materia”stessa di cui è fatta Buenos Aires

La musica di questo celebre tango “A Evaristo Carriego” è stata interpretata da Osvaldo Pugliese e da Astor Piazzolla.

 

A Evaristo Carriego è un imbattibile catalizzatore dell’energia d’arte.

 

Ecco qui il tema capitale: Il Tango è Poesia

 

come ogni rivelazione, si presta a essere frainteso.

 

 

la via del tango

 

 

Ora io mi interrogo sul senso di questa rivelazione, i personaggi coinvolti, Evaristo Carriego, Jeorge Luis Borges, Astor Piazzolla, Osvaldo Pugliese,
questi illustri protagonisti sono Poeti che raccontano ricche immagini, suoni, fantasie, vita, espressioni che commuovono.

 

Lo stesso autore del brano musicale Eduardo Oscar Rovira, che è stato un musicista e compositore argentino contemporaneo ed ammiratore di Ástor Piazzolla.

 

Tutti questi artisti protagonisti pare intendano suggerire una interpretazione completamente alternativa per vivere il proprio tango.

 

Così come convincenti sono loro e convincenti sono gli avvenimenti che hanno formato la storia e la cultura del Paese sudamericano, che i Poeti hanno descritto, disegnato, suonato, interpretato, allo stesso modo convincente è affermare che attraverso lo stile di un Poeta del Tango è possibile vivere in modo fluido e naturale il proprio tango e darti l’energia o semplicemente la curiosità per rinnovare l’entusiasmo e la voglia di ballare.

 

Carlos Gavito è un Poeta, un Poeta del Tango Argentino.

 

Per realizzare con disinvoltura un ballo fluido coinvolgente, ricco di sentimento, la Poesia è un passaggio importante.

Si direbbe che senza poesia non possa nascere un Tango, scoprendo così che se ci fai affidamento le difficoltà e lo sforzo svaniscono nel nulla.

 

Tutto diventa naturalmente fluido

 

Riporto qui di seguito un ultimo pezzo della descrizione del tango secondo Borges:

 

“Si può discutere sul tango, ed è quello che facciamo, ma esso racchiude in sé, come tutto ciò che è autentico, un segreto

 

e il suo segreto è la poesia stessa, puoi sensibilizzarti alla poesia del Tango e vedere cosa porta questa miscela di musica e parole ai tuoi passi.

Se all’apparenza può sembrare un consiglio difficile da applicare, vedrai tu stesso che funziona veramente bene.

Sul serio, dagli una chance!

 

Agendo in questo modo spalanchi l’accesso ad uno scompartimento segreto di informazioni che fino ad ora non avevi preso in considerazione.

Esaltando la sensibilità alla poesia del Tango, sentirai scorrere all’improvviso nuova linfa vitale, che dal tuo cervello scenderà maestosa nelle tue braccia, fino ad arrivare alle tue gambe che magicamente cominceranno a danzare fino all’alba un modo naturale e fluido.

 

All’inizio avevo paura che questo consiglio fosse utile solo per chi volesse fare il tanguero impegnato a tutti i costi, ma risultasse poco applicabile a chi vuole ballare.

Sbagliato!

 

In pratica funziona cosi:

 

Una volta che le parole e la musica della poesia del tango sgorgheranno fluenti nella tua mente, ti accorgi che balli un tango fluido in modo naturale.

Mi ha colpito parecchio questa rivelazione e da quella volta è diventata una “scorciatoia” nella quale mi rifugio spesso e volentieri, quando incappo nel fastidioso blocco …

 

Ma c’è un problema!

 

Questo accadrà solamente se nel cuore avrai ben radicata la sensibilità per la poesia, la musica, le parole del tango.

 

Solo in quel modo le figure si andranno naturalmente ad incanalare in quel letto, che ormai è ben disegnato nella tua mente e nel tuo cuore, diventando un fiume in piena, capace di travolgere anche gli animi meno sensibili.

 

Se Non conosci questo Segreto … il Tuo Tango sta vivendo invano!

 

Chi conosce questo segreto, vive il suo tango, anziché esserne sopraffatto.

 

Eppure oggi è il tuo giorno fortunato.

 

Puoi porre immediatamente rimedio a questa IMPERDONABILE lacuna, continuando a seguirmi nei prossimi post sul Blog La Via del Tango 

 

a presto Angelo e Carla

 

La via del Tango

 

 

El Tango Poeta è Poesia su La Via del Tango

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Tra le parole di una Poesia… su La Via del Tango

 

… Riecco una piccola Luce!

 

Toccati sino a mozzare il respiro, il tango non è soltanto ballare.

El Tango Poeta è un Abbraccio Intimo Intenso e Profondo per Conquistarti il Cuore.

 

El Señor Tango ti prende per mano e ti porta tra la gente a vedere tutto quel che accade, i temi forti della vita quotidiana.

Mentre il sudore gli bagna il viso e si mescola con il riso e con le lacrime, El Señor Tango racconta.

 

El Tango Poeta è Poesia su La Via del Tango. La Recitazione è la Vita.

 

 

la via del tango poesia e arte

 

Racconta i nostri giorni che ci scivolano addosso senza darci il tempo di fermarli.

 

Ma cos’è il Tango ?

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E’ un ballo, una musica, una poesia, una passione, è una moda, una distrazione, uno sfogo, un’illusione.



Il Tango è la sublimazione di tutto ciò che avremmo voluto e che non abbiamo avuto.

E’ la proiezione di un desiderio struggente, la speranza che domani sia migliore.

E’ il bisogno di essere rapiti e di tornare a sognare.



Il Tango è la voglia di essere abbracciati, con un Abbraccio Intimo Intenso e Profondo, come bambini impauriti che implorano amore.   

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Il Tango è la fame di non essere soli, di non restare nel buio di esistenze banali, è la catarsi di un dolore mai sopito.



Il Tango è due occhi adulti sgranati per la meraviglia, la sorpresa, la rivelazione, è l’incontro con lo Spirito inquieto, è ballare con la Vita mentre la Morte resta a guardare.



Il Tango è balsamo d’anima sulle cicatrici della passione, è una coperta calda che diventa rifugio negli inverni del cuore, è un velo sugli occhi che ripara dai lampi della realtà.



Il Tango è una verità possibile nell’impossibilità dell’esistenza umana, è un’intuizione, una fede, un’ossessione, è la mano che non ci lascia cadere nel vuoto.

Il Tango siamo Noi, piccoli figli di questo creato, fragili, potenti, vigliacchi, eroi
alla continua ricerca di Noi stessi tra le note di una canzone.    

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Il Tango è un Abbraccio Intimo Intenso e Profondo per conquistarti il Cuore, tra le parole di una Poesia…….

 

Il contenuto di molti tanghi e delle  canzoni spesso va oltre la tematica tradizionale dell’ amore e della delusione d’amore.

I Poeti Compositori creavano dei veri e propri ritratti di vita….  

 

La Poesia di quest’Oggi :

 

Flor de Lino
Testo: Homero Expósito

 

 

 

La Voce di El Tango Poeta: Salvatore Mangiapane 

 

Testo Spagnolo e traduzione Italiana

 

Deshojaba noches esperando en vano que le diera un beso,
pero yo soñaba con el beso grande de la tierra en celo.

 

Trascorreva le notti aspettando invano che le dessi un bacio,
però io sognavo con il grande bacio dalla terra inquieta.

 

Flor de Lino,
qué raro destino
truncaba un camino
de linos en flor…

 

Fior di lino,
che strano destino
interrompeva un cammino
di lini in fiore…

 

Deshojaba noches cuando la esperaba por aquel sendero,
llena de vergüenza, como los muchachos con un traje nuevo:
¡cuántas cosas que se fueron,
y hoy regresan siempre por la siempre noche de mi soledad!

 

Trascorreva le notti quando mi aspettava per quel sentiero.
piena di vergogna, come i ragazzi con un abito nuovo:
quante cose che svanirono,
e oggi ritornano sempre per tutte le notti della mia solitudine!

 

Yo la vi florecer como el lino
de un campo argentino maduro de sol…
¡Si la hubiera llegado a entender
ya tendría en mi rancho el amor!   

 

lo la vidi fiorire come il lino
di un campo argentino maturo di sole…
Se avessi potuto capirla
regnerebbe nella mia casa l’amore!  

 

.
Yo la vi florecer, pero un día,
¡mandinga la huella que me la llevó!
Flor de Lino se fue
y el hoy que el campo está en flor
¡ah malhaya! me falta su amor.

 

Io la vidi fiorire, però un giorno,
maledetta la sorte che me la portò via!
Fior di lino se ne andata
e oggi che il campo è in fiore
ah mannaggia! mi manca il suo amore.

 

 

Hay una tranquera por donde el recuerdo vuelve a la querencia,
que el remordimiento de no haberla amado siempre deja abierta:

 

C’è una confine attraverso cui il ricordo, volge alla nostalgia
che il rimorso di non averla amata lascia sempre aperto:

 

 

Flor de Lino,
te veo en la estrella
que alumbra la huella
de mi soledad…

 

Fior di lino,
ti vedo nella stella
che adombra l’impronta
della mia solitudine…

 

 

Deshojaba noches cuando me esperaba como yo la espero,
lleno de esperanzas, como un gaucho pobre cuando llega al pueblo,
flor de ausencia, tu recuerdo
me persigue siempre por la siempre noche de mi soledad…

 

Trascorreva notti quando mi aspettava come io la aspetto,
piena di speranze, come un povero gaucho quando torna al paese,
fiore di assenza, il tuo ricordo
mi insegue per l’eterna notte della mia solitudine…

 

 

 

 

Cantato con la orquesta de Aníbal Troilo el vals “Flor de Lino”

El Tango Poeta

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Esistono Poesie che nascondono segreti…

 

“Tutto quello che può fare El Tango Poeta è essere se stesso. chiunque esso sia”.

 

Nonostante gli stereotipi utilizzati per etichettare la Poesia, la Poesia nel Tango non coincide con nessuna delle maschere che gli altri gli hanno riconosciuto nel corso degli anni.

 

la Poesia nel Tango attraversa la storia in continua contraddizione con le aspettative legate al Tango e alla Poesia

 

 

el tango poeta

 

 

Chi è El Tango Poeta?

Portavoce di una generazione di utopie di una tradizione perduta, Cantastorie elevato al rango di Poeta?

La Poesia nel Tango riesce a trasmettere emozioni e stati d’animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa.
Come ogni forma d’Arte e’ comunque un atto d’Amore.

 

El Tango Poeta, appena sembra di averlo inquadrato in una definizione, eccolo già lontano nella direzione opposta.
Una maschera enigmatica e sfuggente, in perenne contraddizione con la propria immagine.

Perché non si presta alle semplificazioni di comodo, non si nasconde negli stereotipi che gli hanno cucito addosso.
“Non sono io che ho creato El Tango Poeta.

 

El Tango Poeta è sempre esistito e sempre esisterà”.
El Tango Poeta non è nulla di quello che verrà mai scritto di lui.

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Guarda il Video Todos es Amor 

 

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ASCOLTA….
QUESTA E’ POESIA NEL TANGO

Todo Es Amor:
[Rodolfo Biagi con Hugo Duval]

 

Traduzione del testo in Italiano

 

Tutto è Amore:

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Dove risiede il motivo delle mie inquietudini e della mia fede?
Dove sta la ragione del mio intenso malessere?
dove se non nei tuoi sogni che mi tormentano tanto,
se non nelle tue labbra che sfiorando il loro incanto
mi danno la forza di lottare per te.

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Chi ha dato alla mia voce il timbro della tua voce?
Chi ha inondato di luce le lunghe ore di ansietà?
Qualcuno che dal cielo ha indicato il cammino
Per poter unire i nostri destini
e così conquistare la nostra felicità.

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Tutto è amore
La brezza e tu
che giochi nel rumore
e l’usignolo
che canta su un fiore
cercando amore, amore.

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Tutto è amore
Io e la rosa
che ci arrampichiamo sul tuo balcone
dopo che noi due
tremando di emozione
cerchiamo amore amore…..

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Testo originale in Spagnolo:

Todo es amor

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Musica: Leo Lipesker
Letra: Alejandro Romay

 

¿Dónde está el por qué de mis ansias y mi fe?
¿Dónde la razón de mi intensa desazón?
Dónde, sino en tus sueños que me alientan tanto,
sino en tus labios que al brindar su encanto
me dan las fuerzas de luchar por ti.

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¿Quién le dio a mi voz el acento de tu voz?
¿Quién llenó de luz largas horas de ansiedad?
Alguien que desde el cielo señaló el camino
para poder unir nuestros destinos
y así lograr nuestra felicidad.

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Todo es amor,
la brisa y tú
jugando en el rumor,
y el ruiseñor
cantando en una flor
buscando amor, amor…

.
Todo es amor,
la rosa y yo
trepando en tu balcón,
después los dos
temblando de emoción
buscando amor, amor…

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https://www.laviadeltango.it

 

 

El Tango Poeta… Sintiendo en la Cara, la Sangre que Sube!

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El Tango Poeta, l’Abbraccio Intimo Intenso e Profondo per Conquistarti il Cuore.

 

 … Sintiendo en la Cara, la Sangre que Sube!

 

El Tango Poeta è un richiamo al dialogo e all’accoglienza con una soluzione concreta l’Abbaccio come una Poesia.

 

Parole in musica che trasudano d’amore.    

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la via del tango el tango poeta 1

 

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Perché in esso c’è qualcosa di provocante, qualcosa di sensuale e dirompente, e allo stesso tempo, di tremendamente sereno.

 

L’Abbraccio Intimo Intenso e Profondo per Conquistarti il Cuore, fonde le crepe dell’anima, senza mai più sciogliersi, nel fruscio dell’emozione.
L’Abbraccio Intimo Intenso e Profondo per Conquistarti il Cuore è Poesia, è come l’Amore, due anime che si incontrano.

 

Due battiti per tempo come fa il Cuore.

 

Rigore e improvvisazione, regole e follia, compassione e forza, baci proibiti e corteggiamento, coppie e clandestini, che si offrono e si danno prima ancora dei passi complicati e coreografie complesse.

Ritmo della carne che si mescola col sangue del cuore.

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El Tango Poeta, un Abbraccio Intimo Intenso e Profondo per Conquistarti il Cuore, è Ibrido.

 

E’ El Señor Tango,  Gaucho e  Compadre. cow-boy e  signore elegante, fiero. E’ violino, e clarinetto..

 

E’ linguaggio bollente, lunfardo, mescolanza di dialetti in cui affogano sensi e stati d’animo, tristezza e tragedia, e malinconia, e amore e gelosia.

E’ ricordi del barrio amato, della madre, delle pene e le allegrie.

 

Ora come è possibile fare questo?

 

Come Risolvere alla radice…. il disagio! 

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Come vivere in complicità con la propria anima ammirando l’essenza che hai dentro di te e apprezzando la bellezza e l’eleganza che vedi di fronte a te.    

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Con la Voce del Poeta per Esprimere la totale Bellezza!   

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Si, è la stessa soluzione che ha salvato me…. sbloccandomi, attingendo all’enorme vantaggio dell’abbraccio.

 

 

La Poesia di quest’oggi è… bellissima. Meravigliosa.

 

Dolce, passionale, indescrivibile.

Questa volta come di abitudine trovi  il testo in lingua originale

e la sua traduzione in Italiano.

 

Ti invito a leggerlo e a goderti la musicalità dello Spagnolo del Poeta, per poi passare alla traduzione Italiana e scioglierti nelle sue parole ;).  

 

 

Questo Video è per Te che ami il Tango Argentino

   

 

 

“Nocturno a Rosario” di Manuel Acuña (1849-1873)   

 .

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Originale in Lingua Spagnola e  Traduzione in Lingua Italiana:   

..

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Pues bien, yo necesito
decirte que te adoro,
decirte que te quiero
con todo el corazón;
que es mucho lo que sufro,
que es mucho lo que lloro,
que ya no puedo tanto,
y al grito que te imploro
te imploro y te hablo en nombre
de mi última ilusión.

 

.

Bene, io ho bisogno di
dirti che io adoro,
dirti che ti amo
con tutto il cuore,
che tanto soffro,
che tanto piango,
che non ne posso più
e gridando io ti imploro
ti imploro e ti parlo a nome
della mia ultima illusione.  

 

.

Yo quiero que tú sepas
que ya hace muchos días
estoy enfermo y pálido
de tanto no dormir;
que ya se han muerto todas
las esperanzas mías;
que están mis noches negras,
tan negras y sombrías
que ya no sé ni dónde
se alzaba el porvenir.

 

.

io voglio che tu sappia
che molti giorni fa
ero malato e pallido
tanto da non dormire
mentre morivano tutte
le mie speranze,
con le mie notti in bianco,
tanto tristi e desolanti
che non sanno nemmeno dove
il futuro incombe.    

 

.

De noche cuando pongo
mis sienes en la almohada,
y hacia otro mundo quiero
mi espíritu volver,
camino mucho, mucho
y al fin de la jornada
las formas de mi madre
se pierden en la nada,
y tú de nuevo vuelves
en mi alma a aparecer.

 

.

La notte, quando appoggio
la fronte sul cuscino,
in un altro mondo voglio
che il mio spirito ritorni,
cammino modo molto, molto
e alla fine della giornata
l’immagine di mia madre
si perde nel nulla,
e tu di nuovo torni ad essere
ad apparire nella mia anima

 

 

.
Comprendo que tus besos
jamás han de ser míos;
comprendo que en tus ojos
no me he de ver jamás;
y te amo, y en mis locos
y ardientes desvaríos
bendigo tus desdenes,
adoro tus desvíos,
y en vez de amarte menos
te quiero mucho más.

 

.

Capisco che i tuoi baci
non sono sempre per me
capisco che nei tuoi occhi
non posso vedermi sempre,
io ti amo, e nelle mie follie
e nei vulcanici deliri 
benedico il tuo disprezzo,
adoro i tuoi vaneggiamenti
e invece di amarti di meno

io ti amo molto di più.  

 

.

A veces pienso en darte
mi eterna despedida,
borrarte en mis recuerdos
y huir de esta pasión;
mas si es en vano todo
y mi alma no te olvida,
¡qué quieres tú que yo haga
pedazo de mi vida;
qué quieres tú que yo haga
con este corazón! 

 

.

A volte penso a darti
il mio eterno addio
cancellarti dai miei ricordi
e sfuggire da questa passione,
ma tutto cio è invano
la mia anima, non ti dimentica,
cosa vuoi che io faccia
amore della mia vita,
cosa vuoi che io faccia

con questo mio cuore!

 

.
Y luego que ya estaba
concluido el santuario,
la lámpara encendida
tu velo en el altar,
el sol de la mañana
detrás del campanario,
chispeando las antorchas,
humeando el incensario,
y abierta allá a lo lejos
la puerta del hogar…

 

.

E poi era già
concluso il santuario,
la lampada accesa
il tuo velo sull’altare,
il sole del mattino
dietro la campana,
coi fuochi di artificio,
l’incensario fumante,
e già lì aperta
la porta focolare … 

 

.

¡Que hermoso hubiera sido
vivir bajo aquel techo.
los dos unidos siempre
y amándonos los dos;
tú siempre enamorada,
yo siempre satisfecho,
los dos, un alma sola,
los dos, un solo pecho,
y en medio de nosotros
mi madre como un Díos!

 

.

Come bello sarebbe stato
vivere sotto lo stesso tetto.
noi due uniti per sempre
amandoci,
tu sempre innamorata,
io sempre soddisfatto,
noi due, una sola anima,
e in mezzo a noi due,

mia madre come un Dios!

 

.
¡Figúrate qué hermosas
las horas de la vida!
¡Qué dulce y bello el viaje
por una tierra así!
Y yo soñaba en eso,
mi santa prometida,
y al delirar en eso
con alma estremecida,
pensaba yo en ser bueno
por ti, no más por ti.  

 

.

Immagina quanto belle sono
le ore della vita!
Come dolce e bellissimo è il viaggio
attraverso una terra così!
E ho sognato che,
con la mia santa promessa,
delirando in essa
con l’anima scossa ,
ho pensato di essere buono
per te, e non abbastanza. 

 

.
Bien sabe Díos que ése era
mi más hermoso sueño,
mi afán y mi esperanza,
mi dicha y mi placer;
¡bien sabe Díos que en nada
cifraba yo mi empeño,
sino en amarte mucho
en el hogar risueño
que me envolvió en sus besos
cuando me vio nacer!

 

.

Dio sa che questo è stato
il mio sogno più bello,
il mio desiderio e la mia speranza,
la mia gioia e il mio piacere,
Dio sa che nessuno
annotava I miei sforzi,
di tanto amore
e nel focolare ridendo
ho avvolto i suoi baci
quando sono nato!  

 

 

.
Esa era mi esperanza…
mas ya que a sus fulgores
se opone el hondo abismo
que existe entre los dos,
¡adiós por la última vez,
amor de mis amores;
la luz de mis tinieblas,
la esencia de mis flores,
mi mira de poeta,
mi juventud, adiós!

 

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Questa era la mia speranza …
ma dato che la sua brillantezza
si oppone al profondo abisso
che esiste tra noi due,
addio per l’ultima volta,
amore della mia vita,
la luce della mia oscurità,
l’essenza dei miei fiori,
il mio sguardo da poeta,
la mia giovinezza, addio!  

 

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 Un Abbraccio a Presto Angelo Mangiapane e Carla G. Colotti      

 

 

 

Per Approfondire Clicca Qui Ora   

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dettaglio

 

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la via del tango el tango poeta 4

Angelo Mangiapane La Via del Tango

 

El Tango Poeta

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Il Tango secondo Jorge Luis Borges

non è un semplice ballo: Il Tango è Poesia 

è pura passione, uno stato di vita che fonde il sangre caliente dei latini con la nostalgia di quelle terre lontane.

I testi stessi dei tanghi assurgono a poesie, i ballerini sono già arte con la loro sensualità, con i loro vestiti e le loro scarpe.

Le gambe s’allacciano, gli sguardi si fondono, i corpi si amalgamano e si lasciano incantare, incatenare 

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in un grande abbraccio intimo intenso e profondo per conquistarti il cuore.

El Tango Poeta è un abbraccio magico dal quale è difficile liberarsi.


E sono funi e nodi di vecchi marinai, corde tese che vibrano nel cuore. 

“Che la cultura serva come linguaggio, che la cultura serva come strumento d’intesa, è per noi molto importante” ha sottolineato il ministro argentino della Cultura, Hernán Lombardi.

EL TANGO POETA
EL TANGO POETA

Jorge Luis Borges 

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fu un cantore appassionato di Tango, come si può apprezzare in questi versi:

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IL TANGO [ EL TANGO POETA ]

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Dove saranno? chiede l’elegia
Di quelli che non sono, come se
Vi fosse una ragione dove l’Ieri
Potesse essere Oggi, Ancora e Sempre.

Dove saranno (io ripeto) i teppisti
Che fondarono in polverose strade
Di terra o in dimenticati villaggi
La setta del coltello e del coraggio?

Dove saranno quelli che passarono
Lasciando all’epopea un episodio,
Una favola al tempo, e che senz’odio,
Senza guadagno o amore si assalirono?

Li cerco nella leggenda, nell’ultima
Brace che, a modo d’una vaga rosa,
Serba qualcosa di quei coraggiosi
Dei Corrales e di Balvanera.

Quali vicoli oscuri o che deserto
Nell’altro mondo abiterà la dura
Ombra di quegli ch’era un’ombra oscura,
Juan Muraña, il coltello di Palermo?

E quell’Iberra fatale (che i santi
Lo perdonino) che ammazzò su un ponte
Il Ñato suo fratello, che ne aveva
Uccisi più di lui, saldando i conti?

Una mitologia di pugnali
Lentamente si annulla nell’oblio;
Una canzone di gesta s’è persa
In sordide notizie poliziesche.

Un’altra brace, incandescente rosa,
E’ nella cenere che li tramanda;
Son lì i superbi gli accoltellatori
E il peso della daga silenziosa.

Benché la daga ostile o un’altra lama,
Il tempo, li abbiano spenti nel fango,
Oggi, di là dal tempo e dall’infausta
Morte, quei morti vivono nel tango.

Nella musica stanno, nelle corde
Della chitarra dal suono ostinato
Che trama nella milonga felice
La festa e l’innocenza del coraggio.

Gira nel vuoto la dorata ruota
Di cavalli e leoni, e odo l’eco
Dei vecchi tanghi di Arolas e Greco
Che vidi già ballare sulla strada

In un istante che emerge isolato,
Senza prima né poi, contro l’oblio,
Ed ha il sapore di ciò ch’è perduto,
Di quanto è stato perso e ritrovato.

In quegli accordi sono antiche cose:
L’altro cortile e l’intravista pergola
(Dietro le sue pareti sospettose
Il Sud serba un pugnale e una chitarra).

Questa raffica o sortilegio, il tango,
Gli affaticati anni sfida; e l’uomo,
Fatto di polvere e di tempo, dura
Meno della leggera melodia

Che è solo tempo. Il tango crea un confuso
Irreale passato, forse vero,
Un assurdo ricordo d’esser morto,
Battendomi, a un cantone del sobborgo.

E ancora, sempre di Borges:

Senza vergogna, spigliato
guardavi in faccia e fiero
tango che fosti la gioia
d’esser uomo per davvero.
Tango che fosti felice
come sono stato anch’io
secondo quanto mi narra
il ricordo o l’oblio.

la via del tango borges 3

 El Tango Poeta

Guarda il Video con la poesia di

El Tango –  Jorge Luis Borges

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EL TANGO POETA 

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El tango ( Spagnolo)

¿Dónde estarán?, pregunta la elegía
de quienes ya no son, como si hubiera
una región en que el Ayer pudiera
ser el Hoy, el Aún y el Todavía.

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¿Dónde estará (repito) el malevaje
que fundó, en polvorientos callejones
de tierra o en perdidas poblaciones,
la secta del cuchillo y del coraje?

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¿Dónde estarán aquellos que pasaron,
dejando a la epopeya un episodio,
una fábula al tiempo, y que sin odio,
lucro o pasión de amor se acuchillaron?

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Los busco en su leyenda, en la postrera
brasa que, a modo de una vaga rosa,
guarda algo de esa chusma valerosa
de los Corrales y de Balvanera.

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¿Qué oscuros callejones o qué yermo
del otro mundo habitará la dura
sombra de aquel que era una sombra oscura,
Muraña, ese cuchillo de Palermo?

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¿Y ese Iberra fatal (de quien los santos
se apiaden) que en un puente de la vía,
mató a su hermano el Ñato, que debía
más muertes que él, y así igualó los tantos?

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Una mitología de puñales
lentamente se anula en el olvido;
una canción de gesta se ha perdido
en sórdidas noticias policiales.

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Hay otra brasa, otra candente rosa
de la ceniza que los guarda enteros;
ahí están los soberbios cuchilleros
y el peso de la daga silenciosa.

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Aunque la daga hostil o esa otra daga,
el tiempo, los perdieron en el fango,
hoy, más allá del tiempo y de la aciaga
muerte, esos muertos viven en el tango.

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En la música están, en el cordaje
de la terca guitarra trabajosa,
que trama en la milonga venturosa
la fiesta y la inocencia del coraje.

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Gira en el hueco la amarilla rueda
de caballos y leones, y oigo el eco
de esos tangos de Arolas y de Greco
que yo he visto bailar en la vereda,
en un instante que hoy emerge aislado,
sin antes ni después, contra el olvido,
y que tiene el sabor de lo perdido,
de lo perdido y lo recuperado.

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En los acordes hay antiguas cosas:
el otro patio y la entrevista parra.
(Detrás de las paredes recelosas
el Sur guarda un puñal y una guitarra.)
Esa ráfaga, el tango, esa diablura,
los atareados años desafía;
hecho de polvo y tiempo, el hombre dura
menos que la liviana melodía,
que sólo es tiempo. El tango crea un turbio
pasado irreal que de algún modo es cierto,
un recuerdo imposible de haber muerto
peleando, en una esquina del suburbio.

Per Approfondire su EL TANGO POETA  Clicca Qui Ora 

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dettaglio

Angelo Mangiapane La Via del Tango EL TANGO POETA 

Cosa conta nel Tango Argentino?

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Perché un Abbraccio conta più di 3 passi? (anche se meno esibito)

 

Cosa conta nel Tango Argentino? (su La Via del Tango)

 

Contano quanti bei passi coreografici fai… o la sensazione del Cuore nel tuo Tango?

 

Ovviamente dipende da quello che vuoi ottenere.

 

la via del tango mangiapane angelo

 

E il “risultato” che ottiene un ballerino è in qualche modo misurabile in maniera oggettiva?

 

Perchè se sei un ballerino e ti interessa soltanto esibirti per gli altri, con complessi passi coreografici, quello che conta sono solo quanti passi plateali incastri o quanto “figo” ti fa il tuo passo.

 

Ma è una visione decisamente limitata se ami La Via del Tango 

 

E’ semplice dire che se la misura con cui definisci i risultati è quella di quanto in evidenza ti mette il tuo passo coreografico; quindi più è complesso e più ottieni risultati migliori.

 

Ma quella, se non per alcuni, non è l’unica misura possibile.

 

Ovviamente ciò che ha a che fare con il cuore, il Sentimento, è più dificilie da comprendere e genera un numero minore di interessati… All’inizio.

Ma magari tra 3 anni di quel ballerino che si esibiva così bene in milonga, se ne sarà perso traccia, mentre chi ama con sentimento il tango, la sua musica la sua poesia, tra 30 anni, chi ha seguito il cuore, sarà ancora li in milonga, abbracciato alla sua compagna, ballando un tango di assoluta bellezza.

 

Solo che se non sei in grado di valutare la perfezione del Sentimento, per te, l’abbraccio della poesia del tango è esattamente uguale a quello di una noiosissima conversazione con una persona incontrata al bar.

 

Qual è il livello di dettaglio che sei in grado di percepire in un tango argentino… che ti permette di distinguere che “questo non è quello”?

 

Quando ho iniziato a frequentare la scuola di tango e ad imparare i passi e le figure, mettevo una figura dietro l’altra, con la musica di tango che il maestro sceglieva per la lezione, e non lo capivo, dopo un po’ mi veniva una stanchezza… ma sentivo che lì dentro c’era qualcosa di completo ed interessante che al momento non decodificavo e che proprio per questo mi “stancava” imparare.

Dopo 9 di mesi di frequenza costante, all’improvviso inizio a percepire tutto il ventaglio di sensazioni di quel tipo di linguaggio ed a intravederne la bellezza.

 

E’ così anche quando studi una lingua, prendi la patente, guardi dei film e non li capisci e dopo alcuni mesi di studio, all’improvviso il tuo livello di comprensione aumenta improvvisamente ed in modo non lineare.

 

La naturale fluidità e la bellezza spesso non sono immediatamente percepibili.

 

la via del tango angelo mangiapane

 

Richiedono accorgimenti, capacità di valutare e decodificare un vero e proprio linguaggio, che ancora non hai e che va costruita.

 

E questo richiede cuore e molto sentimento:

 

Come l’amore necessario per imparare una lingua.

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Come il sentimento per comprendere quel qualcosa di più che senti nel ballo di Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero.

 

Quanto tempo passi a studiare figure complicate e complesse al solo scopo di metterti in mostra?

 

Quanto tempo passi ad esporti a stimoli che riguardano il cuore del tango, il sentimento, la poesia, l’abbraccio, le musiche e le parole del tango, capaci di generare per te grande soddisfazione e che non ritieni importanti, ma che intuisci potrebbero diventarlo nel momento in cui inizi a comprenderli?

 

Perchè ti assicuro una cosa… nel lungo periodo la bellezza e l’armonia del tuo tango, dipende esclusivamente da questo rapporto.

Da quanto del tuo tempo dedichi a quello che non comprendi… per costruire la capacità e la sensibilità che ti consentiranno di comprenderlo e di farlo funzionare per te un giorno.

 

Ballando un Tango di assoluta bellezza, con un abbraccio intimo intenso e profondo per conquistarti il cuore

che succede prima o poi in maniera naturale quando hai chiaro ciò che conta veramente per Te.

 

angelo mangiapane e miguel angel zotto

Miguel Angel Zotto e Angelo Mangiapane

 

Un abbraccio a presto Angelo Mangiapane e Carla G. Colotti

su La Via del Tango

[VIDEO] Le Parole dell’Abbraccio Intimo Intenso e Profondo

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Ogni Storia nasconde un Segreto….  

 

Il Segreto della Storia del Tango è l’Abbraccio, Intimo Intenso e Profondo per Conquistarti il Cuore, le Sospensioni, le Pause.    

 

la via del tango un abbraccio intimo intenso e profondo

 

La T di Tango, è la T di Troilo con il suo bandoneón, è quel modo di utilizzare tutta l’Ampiezza di quel Mantice e di Richiuderlo, come un’Abbraccio. 
 

 

E’ questa la Grandezza del Segreto.     
 

 

 
Questo Segreto è Espresso in questo Video.   
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 .
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 Per Vedere il Video Clicca su Play e alza a palla l’Audio
. .
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Un Video che forse è sfuggito a molti Tangueros…    
 
 
Tu dici Tango e…. dici Abbraccio    
 
 

Il Tango è Abbraccio, non esiste Tango senza Abbraccio Intimo Intenso e Profondo   

 

 

 
Il Video che stai per Vedere è Controverso.  
 
 
Durante il Video si parla di Abbraccio nel Tango così denso da Parlare al Cuore. 
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Due Anime si incontrano per fondersi. Il tuo seno e il suo cuore vibrano insieme.    
 
 
Come il Bandoneón e il Violino, che irradiano un grande piacere alternandosi nel segnare il compas del corazon o la melodia, per poi unirsi, nel finale, a tutta l’orchestra.  
 
Ho Intervistato il Musicalizador Francesco El Actor  internazionale .
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 la via del tango francesco el actor
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L’Intervento di Francesco El Actor contiene Scioccanti Rivelazioni.  
 

 

Non è Raro vedere come ogni Tango è un atto Speciale Intimamente condiviso.   
 

 

Guarda il Video Ora su La Via del Tango   
 
 
Scopriamo allora cosa ci riserva  Francesco El Actor
 
 
 
 
 
angelo mangiapane carla colotti la via del tango

 Autori de La Via del Tango – Angelo Mangiapane e Carla G. Colotti 

 

 

Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero Per La Via del Tango

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 😉

Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero Per La Via del Tango è…. Amore a Prima Vista!

 

Siamo Stati Coinvolti ed Emozionati …  !

è Stato Bellissimo 

 

Miguel Angel Zotto Dice: «Il tango è come l’amore Nasce dal rapporto di coppia»

e noi de La Via del Tango Scegliamo di Amare 🙂

..

Ma quello che forse tu non sai è che… 

a la Via del Tangoè accaduto qualcosa di Straordinario. 

Un’emozione unica, che voglio rivivere con te.

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E questa Sorpresa Devi assolutamente Vederla 🙂

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miguel angel zotto la via del tango

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Chiunque di noi avrà sentito dire che Miguel Angel Zotto è “uno dei tre massimi ballerini di tango del secolo”

è risaputa  l’eleganza, la sensualità e la seduzione delle sue coreografie

Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero, riescono continuamente a coinvolgere ed emozionare in modo molto naturale qualcosa che sento dentro … forse la mia Anima ?

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Quante volte ti sei trovato a dire :

Se avessi la possibilità di conoscerlo ! 

 

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Ballerino, Coreografo, Regista

Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero  

La Via del Tango

 

miguel angel zotto daiana guspero angelo mangiapane

 

Breve Biografia ( scritta da La Via del Tango

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Miguel Angel Zotto nasce il 7 Agosto 1958 a Vicente López, Buenos Aires.
Proviene da una genuina famiglia “tanguera”, con radici popolari.
Cresce ascoltando tango con il nonno, che era un ballerino, e con il padre che era ballerino e attore. è un ballerino argentino, eletto tra i tre più grandi ballerini di tango di tutti i tempi.

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Proveniente da una famiglia di immigrati italiani in Argentina dal paesino lucano di Campomaggiore.

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Solo a diciassette anni inizia a studiare il tango per farne la sua professione, il suo primo maestro fu Rodolfo Dinzel che dal 1979 lo segue nella sua scuola e lo porta a ballare nelle milongas di Buenos Aires fino al 1985.
Nel 1984 inizia ad insegnare tango alla “Belgrano University” di Buenos Aires, l’anno successivo entra nel professionismo grazie anche alla sua partecipazione a Broadway dove ha un ruolo in “Tango Argentino” di Segovia e Orezzoli, spettacolo con il quale gira il mondo.

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Nel 1988 fonda la “Tango x 2 Company”.

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Tango X2 ha ricevuto la nomination come miglior compagnia di ballo straniera del 2006 in Inghilterra e nell’aprile del 2000, viene eletto in Argentina come uno dei tre migliori ballerini di tango del secolo, e nel 2002 viene nominato “Accademico” dalla “National Tango Academy” di Buenos Aires.

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Miguel Ángel Zotto è uno dei miti viventi del tango con la sua compagnia: sette coppie di ballerini, sei musicisti, due cantanti (Elena Roger e Ricardo Marin) .

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Miguel Ángel Zottol è ormai un artista mondiale.

 

Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero Per La Via del Tango

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Tutte Le Info le trovi sul suo Sito Ufficiale

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http://www.zottostudios.com
http://www.tangox2.com

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Informazioni di contatto

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bailandoconzotto@gmail.com | info@tangox2.com

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LA MIA PERSONALE ESPERIENZA

( Angelo Mangiapane de La Via del Tango)

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Miguel Ángel Zotto dice :

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BALLARE IL TANGO E’ UN ATTO D’AMORE 

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La Via del Tango condivide pienamente l’Affermazione 😉

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E TU COSI’ NON LO HAI MAI VISTO ?

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Non sò perchè sia toccato proprio a me ! 

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angelo mangiapane la via del tango
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Io Angelo Mangiapane, l’altro giorno, ho ricevuto a sorpresa un invito dal mio amico Francesco El Actor 

mi dice :  Angelo io vado a Milano alla Milonga Che Bailarin per lavoro, vieni con me? 

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” Andiamo da Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero “


facebook.com/daiana.guspero

Spinto tra il voler stare tra le mie cose e la curiosità, mi sono detto tra me e me 

…. e chi se la fa’scappare un occasione cosi ghiotta 🙂

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Rispondo : ” Ok vengo !”

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angelo mangiapane la via del tango
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Insieme con Carla Colotti de La Via del Tango e Barbara Lazzarini ci avventuriamo nel viaggio.

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Manco a dirlo, la sera mentre osservo i tangueros ballare , si verifica qualcosa che non sò esprimere con parole adeguate.

Mi accorgo a sorpresa che Miguel Angel Zotto e sua moglie, sua compagna di ballo Daiana Guspero si alzano dal loro tavolino, nel quale erano comodamente seduti, e ballano in pista tra le persone.

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Tre secondi dopo non capisco più nulla, avverto una luminosità quasi insostenibile e un desiderio ardente di accendere la mia fedele compagna, la telecamera, pieno di gioia, mi pizzico le natiche ... è tutto vero !!!

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Sta capitando proprio me 🙂

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guarda il video 

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Un Esponete Importante del tango, Miguel Angel Zotto; il tango argentino un bene culturale di immenso prestigio, un Tesoro di meravigliosa Bellezza e noi lo abbiamo qui a Milano a portata di mano.

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….Ma ci Pensi !? 

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l’ho visto, con i miei occhi, eccezionalente ballare nella sua Milonga “Che Bailarin” sulla Regia Musicale curata da Francesco El Actor,  calamitato da un atmosfera nuova, sono rimasto sospeso tra sogno e realtà.

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Francesco El Actor è sicuramente tra i musicalizador che sanno ascoltare l’energia che si sprigiona dalla pista quando la gente balla

e la bellezza dei suoi brani musicali hanno affascinato evidentemente anche  Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero

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CHE SORPRESA ….!!!

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che magica emozione osservare un autentico talento, Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero, ballare sui brani scelti e selezionati da Francesco El Actor, quella atmosfera era qualcosa che non avevo mai provato.

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L’ho incontrato. Ho fatto …due chiacchiere con Miguel Angel Zotto, ne sono stato coinvolto.

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Voglio raccontarti ciò che mi è avvenuto, con un video

Non vorrai  mica perdertelo ?

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Guarda il Video ora

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…. e ancora non è finta 

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BALLARE IL TANGO E’ UN ATTO D’AMORE 

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EL CUMPLE DEL PAPA FRANCESCO!

17 Dicembre 2013.

 

 

angelo mangiapane la via del tango
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Per me e’ stato un anno speciale, tra alti e bassi ringrazio di quello che ho avuto.

I Protagonisti de La Via del Tango, Angelo Mangiapane e Carla Colotti 

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angelo mangiapane la via del tango

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hanno ricevuto a sorpresa una piccola favola … ricca di magica emozione.

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Un sogno che ha portato nell’aria un profumo speciale e coinvolgente, un sogno che espande la mia Visione, nella meraviglia, nella gratitudine, nell’estasi, che rende il mio stato d’animo fluido, gioioso, una forza vitale di ispirazione.

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Il Sogno si è mostrato e si è Espresso con il viaggio a Roma!

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Un contesto nel quale sia Papa Francesco che Miguel Angel Zotto hanno mostrato la parte migliore di me stesso,e mi sono reso conto di essere mille volte meglio di quanto credevo su me stesso. 

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angelo mangiapane la via del tango

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Lo devo a queste due Persone Carismatiche che hanno contribuito a questa nobile missione a cui mi sto dedicando.

Insieme a Carla Colotti, io Angelo Mangiapane ho aperto gli occhi e ho visto il Capolavoro


Abbiamo visto a Roma Un compleanno d’eccezione per il Santo Papa Francesco! … 

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all’Auditorium in via della Conciliazione i| 17 dicembre 2013, abbiamo assistito ad un evento internazionale di tango argentino in omaggio al compleanno di Papa Francesco .

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E’ stata una imperdibile occasione!

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Tango por Dos, di Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero si sono esibiti, sulle musiche dal vivo della orchestra Hyperion Ensemble, alla Città del Vaticano.

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Per il 77esimo compleanno di Papa Francesco, Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero, e tutta la compagnia Tango x 2, con la disinvoltura di chi il Tango Argentino gli scorre nelle vene, hanno regalato al Santo Papa e a noi Amanti del Tango (me compreso), LO SPETTACOLO ( scritto a lettere maiuscole) a pochi metri dal Vaticano. 

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Il 17 dicembre all’Auditorium della Conciliazione, l’incasso è stato devoluto in beneficenza.

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angelo mangiapane la via del tango

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Ho Sbarrato gli Occhi dalla Sorpresa …!!

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Sobbalzavo sulla poltroncina, avevo il cuore che batteva a mille, avrei voluto mettermi a urlare ” Bravissimi ” , chiedere se era vero che ero proprio li !!! 

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poi le mie mani hanno iniziato ad applaudire insieme a quelle di tutti … eravamo tantissimi 

Grande Zotto, non sò esprimere a parole …. 

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Che Grande emozione!!! Indimenticabile ed indescrivibile.

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angelo mangiapane la via del tango

Ora, la risposta che Ti aspetti alla tua domanda.. 

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Ma dove si trova La Milonga Che Bailarin ?

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MILONGA CHE BAILARIN! MIGUEL ZOTTO STUDIOS

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Indirizzo

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c/o Zotto Studios Milano – Che Bailarin Società Sportivo Dilettantistica

via Giacomo Watt 5 – Milano (MI)

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Contatti

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Telefono per informazioni: 334 98 37 399

Telefono prenotazioni: 334 98 37 399

Sito: www.zottostudios.com

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© ANGELO MANGIAPANE CAFFEINA WOODOO MARKETING – MARKETING E COMUNICAZIONE

Segui Angelo Mangiapane su Google+

angelomangiapane@gmail.com

 

video  realizzato da Angelo Mangiapane 
© ANGELO MANGIAPANE CAFFEINA WOODOO MARKETING – MARKETING E COMUNICAZIONE 

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La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

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😉

 

FRANCISCO CANARO: BIOGRAFIA

F. Canaro
da Nestor Pinson e Julio Nudler
Violinista, direttore d’orchestra e compositore
(26 novembre 1888 – 14 dicembre 1964)
Nickname: Pirincho

 

La Via del Tango ricorda un genio della musica e un buonissimo imprenditore di se stesso

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

 

 

FRANCISCO CANARO
Biografia (26-11-1888 -14-12-1964)

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

 

Nella Buenos Aires di fine ottocento la musica era essenzialmente musica suonata in strada con strumenti trasportabili tipo chitarra, flauto, tamburi, di chiara matrice nera, in particolare congolese, con un ritmi ripetitivi ed ossessivi.
La “Guardia Vieja” nel 1900-1930 ha guidato l’evoluzione musicale dai ritmici habanera, canyengue e milonga nera verso gli albori del tango con ritmo più lento e molta melodia e ricchezza strutturale.
Mitici nomi come Angel Villoldo e Roberto Firpo che condiva le sue melodie con sincopati, uno stile allora chiamato “tango-canyengue”, proseguendo poi con Francisco Canaro che sembra sia stato l’inventore del nuovo ritmo “el cuatro”, fino a Julio De Caro che completa il passaggio ad un nuovo panorama musicale dove al ritmo si unisce una profonda melodia e potenza sinfonica tipica della tradizione culturale degli emigrati Italiani ed europei in generale.
In questi anni si assiste ad altri cambiamenti, in particolare cambiano gli strumenti del tango

nasce la “orchestra tipica”

concepita dal bandoneonista Vicente Greco che suonerà con Canaro, composta da 2 violini, 2 bandoneon, 1 pianoforte, 1 contrabbasso.

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro 2

 

Angelo Mangiapane de La Via del Tango rimane incantato dalla figura travolgente del grande musicista Francisco Canaro Pirincho.

 

 

Altro nome mitico di questa stagione è ovviamente Carlos Gardel che con “Mi noche triste” nel 1917 inventando di fatto il “tango cancion” venendo dalla tradizione dei “pajadores” che improvvisavano nelle sfide con le loro chitarre.

In assenza di impianti di amplificazione i cantanti non potevano esercitare in una sala da ballo, allora Canaro nel 1924 introduce gli “estribillista”, che cantava solo il ritornello.
Il tango è una musica più strutturata con repertorio ritmico esteso pur mantenendo molti degli elementi originari della tradizione africana quali gli ‘arrastre’, traducibile in ‘passi strascicati’ un ritmo basso di chiara origine africana, suono da tamburi che si ripete, rimbomba e gorgoglia nella linea bassa e manda avanti la musica, ma anche inserendo nuovi schemi come la ‘sincopa’ in cui si accentua la parte debole della battuta liberando la fantasia del compositore.
Francisco Canaro, detto “El Pirincho” per i capelli ispidi e ritti come le piume di un uccello tipico di quelle zone, ma anche “El Kaiser” per il carattere molto duro, rimane comunque molto attaccato alla tradizione musicale di origine africana: nella sua versione di “Milonga sentimental” di Sebastian Piana 1931, inserisce una habanera, e tuttoggi le sue prime musiche sono fortemente gradite dai ballerini di canyengue.
Canaro nel 1916 strappa dalla orchestra di Firpo Leopold Thompson, famoso contrabbassista nero tra i fondatori del canyengue, che batteva le corde al ritmo del piano e bandoneon quale fosse un tamburo africano del Congo.
Non a caso la produzione di Canaro di “tango-milonga” è molto ampia e brillante.
Canaro ha una produzione sterminata di oltre 3700 temi nella sua lunga carriera, di origini poverissime, molto attento al guadagno fu uno dei fondatori della SIAE Argentina per i diritti degli autori.
Brani memorabili eseguiti dall’orchestra di Canaro sono tanti e svariati, ci piace però soffermarsi su uno dei primi successi “Sentimiento gaucho” in effetti successo storico per il giovane Canaro e fratello che vinsero nel 1924 un concorso lanciato dalla casa discografica Odeón, i concorrenti consegnavano le opere che poi venivano suonate tutte da una unica orchestra, che nel 1924 era quella di Roberto Firpo.

L’opera ebbe molto successo subito, scritto inizialmente come brano strumentale solo successivamente Juan Andrés Caruso ne scrisse le parole.
La più famosa canzone di Canaro “Poema” non è in realtà sua opera (Bianco-Melfi), fra i tanti suoi successi due dei più famosi sono “La ultima copa” (Caruso-Canaro) e “Madreselva” (Amadori-Canaro).

 

Francisco Canaro la via del tango
Nella sua enorme produzione grande rilievo hanno le milongue tra cui

“Milonga sentimental” e “Milonga de mis amores”.
Alcuni grandi cantores hanno collaborato con Canaro, come Roberto Maida e Ernesto Famà, ma anche donne come Nelly Omar (memorabile la sua interpretazione di “Sentimiento gaucho”).

 

 

 Biografia (26-11-1888 -14-12-1964)

 La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

Nacque il 26 novembre del 1888 a San José de Mayo, paese nella parte orientale dell’Uruguay, da Don Francisco Canaro, immigrante italiano, e Rafaela Gatto.
Canaro venne soprannominato “PIRINCHO” sin dalla nascita.

La levatrice, quando lo prese in braccio per la prima volta, vedendo tutti quei capelli e un ciuffetto ribelle esclamò:“Sembra un pirincho!” riferendosi ad un uccello, tipico della zona del Rio della Plata, caratteristico per il piumaggio arruffato.

La sua famiglia si trasferì presto a Buenos Aires, dove visse nelle “conventillos” (case di ringhiera abitate da famiglie numerose) in condizioni di estrema povertà. Fin da bambino fu costretto a fare parecchi lavori per potere affrontare i problemi economici e aiutare la sua famiglia numerosa (aveva 9 fratelli).

Ancor prima di compiere 10 anni faceva già lo strillone per strada vendendo quotidiani. Fece poi l’ imbianchino partecipando anche alla ristrutturazione della sede del Congreso de la Nación.

I suoi inizi si fondono con quelli della storia del tango, tanto che un programma radiofonico della metà degli anni ’50 inventò una frase che divenne famosa: ” De cuando Canaro ya tenía orquesta – Da quando Canaro aveva l’orchestra” per definire fatti molto vecchi.

Anche per la sua ricchezza nacque un detto popolare: ” Tiene más plata que Canaro – Ha più soldi di Canaro”, alludendo all’opulenza di qualcuno.

A proposito della sua grande ricchezza si racconta che mentre Canaro si trovava all’ippodromo con Gardel, quest’ultimo gli chiese 500 pesos per scommettere (una cifra enorme all’epoca), avvertendolo però che non glieli avrebbe restituiti :

” Yo soy pobre, y vos tenés toda la guita del país – Io sono povero, invece tu hai tutto il denaro del paese”.

Nei confronti di Canaro, anche Gardel si sentiva povero!

Da piccolo aveva un’inclinazione particolare per la musica, e anche una bella voce, tanto che nei cori dei figuranti di Carnevale faceva il cantante solista.

Ma, in verità, la sua vocazione musicale si realizzò grazie all’amicizia con un vicino, calzolaio di mestiere, “Don Chicho”, che abitava di fianco alla sua famiglia.

Don Chicho si dilettava a suonare la chitarra e avendo capito la sua forte inclinazione incominciò a dargli le prime nozioni di musica. Con dedizione e costanza Canaro imparò tutti gli accordi della chitarra e questo gli permise, in poco tempo, di poter accompagnare degli amici del quartiere che suonavano il mandolíno ed il violino. Arrivò ad acquisire una tale pratica di accompagnamento che spesso uscivano a fare serenate e a suonare nelle feste di famiglia, perché a quei tempi era proibito eseguire tango in pubblico.

 

francisco canaro la via del tango 3

 

Ma quello che veramente lo affascinava era il violino.

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho e il suo Violino 

 

Quando iniziò a lavorare in una fabbrica di lattine di olio, si costruì un violino improvvisato con uno dei contenitori che fabbricava.

Con un pezzo di legno fece il manico e si costruì anche l’archetto.

Con l’aiuto di un amico soprannominato “el tuerto baboso”, passò lunghe ore studiando con quello strumento e imparando vari pezzi facendosi un repertorio di tanghi, valzer e mazurche.

Il primo tango che imparò a suonare fu “El llorón”, e l’astuccio del violino glielo cucì sua mamma, con una bella fodera a forma di federa. Questo violino fatto in casa gli fu utile per incominciare a suonare e per imparare la cose principali, fino a quando potè comprarsi un violino vero.
Nell’anno 1906 debuttò, col suo gruppo tipico composto da violino, mandolíno e chitarra, in un paese della provincia di Buenos Aires, chiamato Ranchos, a 100 km dalla capitale, il trio era composto da Francisco Canaro al violino, Martín Arrevillaga al mandolíno e Rodolfo Duclós alla chitarra.

Ma quella avventura durò poco per due ragioni: la prima che il palco su cui si esibiva il trio dovette essere rinforzato con lastre di ferro per salvaguardarli dagli spari della gente; l’altra che a Canaro piacevano un po’ troppo le ragazze del locale, tanto che il proprietario cercò di dissuaderlo riferendogli che il protettore delle fanciulle aveva all’attivo diversi omicidi.
Vicente GrecoRitornato a Buenos Aires conobbe un fisarmonicista, Vicente Greco, colui che poco tempo dopo avrebbe attribuito il nome di “Orquesta Tipica” ai gruppi che suonavano tango e che ebbe una grande influenza su Canaro.
Era il 1908 e già appariva evidente che il futuro di Canaro sarebbe stato il tango.

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro 3

 

 Angelo Mangiapane racconta la sua storia 

Si esibiva all’epoca nei numerosi cafè-concerto del quartiere “La Boca” e il suo nome cominciava ad essere conosciuto.
Nel 1910 si unisce al suo amico Greco e dopo varie tournèe cominciano finalmente ad avere il successo tanto desiderato.
Nel 1912 Canaro iniziò la sua carriera di compositore con i tanghi “Pinta Brava” e “Matasanos” (medicastro, riferito ai medici), quest’ultimo scritto su richiesta degli studenti di medicina laureandi, che il primo giorno di primavera organizzavano il cosiddetto ‘Ballo dell’internato’.
Durante uno di questi balli, quando fu scelto per suonare, Canaro prese la bacchetta da direttore d’orchestra per la prima volta.

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro 5

La sua orchestra fu la prima ad essere ammessa nelle case aristocratiche dove il tango non era mai entrato.

Il suo stile musicale non si schierava con qualcuno in particolare, Canaro preferiva adattarsi ad ogni circostanza, trovando sempre il modo di mantenere il suo spazio senza rivaleggiare con altre stelle dell’ambiente musicale.
Nel 1928 Canaro Formò quindi un nuovo trio col bandoneonísta Pedro Polito ed il pianista José Martínez, questo trio divenne la base della prima orchestra “Pirincho”, a cui si unì Rafael Rinaldi come secondo violino e Leopoldo Thompson al contrabbasso. Canaro fu il pioniere che inserì un contrabbasso nell’orchestra di tango. All’inizio il gruppo si chiamò “Canaro-Martinez” e, a partire dal 1916, quando venne ingaggiato dal cabaret Montmartre, solo “Francisco Canaro”.
Durante la sua vita accumulò un tale numero di opere che a tutt’oggi si discute su quante siano effettivamente nate dalla sua ispirazione e di quante, invece, si sia appropriato in cambio di favori o denaro.

Ma come sostenne lo studioso dell’argomento Bruno Cespi, ” …. se anche Canaro avesse composto solo il cinque per cento di tutti i brani che ha firmato, sarebbe più che sufficiente per considerarlo un grande. “
Dal 1918 lottò per affermare i diritti d’autore, non riconosciuti all’epoca, fino a giungere alla creazione dell’attuale SADAIC (Sociedad Argentina De Autores y Compositores de Música), fondata nel 1935, la cui sede fu per altro edificata su terreni di proprietà dello stesso Canaro.

Nel 1917 e 1918 si associò al gruppo di Roberto Firpo per lavorare nel teatro Colón de Rosario, a Santa Fe, durante i carnevali. Entrambi i gruppi si unirono sotto il nome “Firpo-Canaro” e con i due maestri suonavano i migliori strumentisti dell’epoca.
Già nell’anno 1915 Canaro aveva cominciato a registrare. Il suo nome era uno dei più conosciuti del genere, non ci sono dati certi ma il numero delle sue registrazioni è superiore alle 3500.
Nel 1921, per animare il carnevale nell’ormai scomparso teatro Opera di Buenos Aires, radunò un’orchestra di 32 musicisti, una formazione musicale così numerosa per il tango non si era mai vista fino a quel momento.
Francisco Canaro con un estribillo

Nel 1924 concepì l’idea di inserire un cantante nell’orchestra, anche solo per intonare il ritornello (estribillo, breve tema centrale di ogni tango). Diede così inizio all’epoca degli “estribillistas” o “chansonniers”, il primo dei quali fu Roberto Diaz.

Nel 1925 andò a Parigi, dove il tango furoreggiava.

Lì c’erano, tra gli altri, Manuel Pizarro e i suoi fratelli, ciascuno con un’orchestra “Pizarro” e Canaro fece lo stesso con i suoi fratelli. Aveva portato con sé gli “estribillistas” Agustín Irusta e Roberto Fugazot, a questo duo si unì poi il pianista Lucio Demare formando un trio che avrebbe trionfato in Spagna e in altri paesi europei per più di dieci anni.
A Parigi presentò pure una canzonettista, Teresa Asprella, già residente in Francia.
Nel 1926 Canaro, libero da impegni di lavoro, compì un lungo viaggio in Italia, per incontrare la nonna Campana e visitare il paese delle sue origini, un piccolo paese sul Po in provincia di Rovigo, che combinazione, si chiama Canaro..
Canaro in Italia
Il viaggio iniziò da Torino, città che lo affascinò per l’architettura e per la laboriosità degli operai FIAT, ma che lo lasciò un po’ freddo per i rapporti umani; s’innamorò invece di Genova, del suo centro storico con i carruggi e della sua cucina, la pasta al pesto e la zuppa di pesce; rimase incantato ed in soggezione di fronte all’incanto di Roma “Ho cominciato a girarla con una curiosità inquieta, forse a causa della sua grandezza storica.

Roma mi ha messo soggezione, mi ha emozionato tanto”, venne poi conquistato dal calore di Napoli e dei napoletani “Credevo che niente potesse attenuare in me le emozioni di Roma.

Invece Napoli mi ha stregato con il suo Vesuvio fumante, la gente così vera e simpatica, il clima soave, la tarantella travolgente”.

Il tutto per arrivare finalmente a Ceraso, piccolo paesello difficilmente raggiungibile nel Salernitano, dove finalmente incontrò la nonna ottantaseienne.

Infine il viaggio di ritorno con tappe a Firenze e Pisa, dove rimase folgorato dalla famosa torre e da una piccola cappella con un’acustica molto particolare, dove l’eco sembrava ripetere ogni nota con quattro voci. Il suo viaggio proseguì per Bologna e Venezia, dove Francisco disse di aver avuto la sensazione di essere penetrato in una cartolina illustrata.

Infine arrivò a Milano che chiamò “piccola Parigi”.

C’è un aneddoto legato alla sua visita a Milano:
Canaro scopre un bel ristorante nella città vecchia, entra, si siede ad un tavolo ed al giovane cameriere ordina ridendo:
“Camariere, como me trovo a Milano voglio mangiare una bella milanesa autentica..”.
Dopo un po’ il cameriere torna al tavolo con le cotolette sul piatto.
“Maestro Canaro, ecco la milanese!“
Don Francisco è stupito.

Mentre cerca di capire come sia stato riconosciuto, la figlia del proprietario, una ragazza che assomiglia a Gina Lollobrigida, gli allunga foglio e matita per avere l’autografo.
Scopre poi che il cameriere aveva lavorato a Parigi in un locale dove Francisco Canaro era una celebrità.
Lo invita al tavolo ma il ragazzo non può. Si limita a rimanere lì accanto in piedi per qualche minuto dicendogli:
“Maestro, la sua musica è bellissima, è commovente.”
Francisco si alza dalla sedia e lo abbraccia. La gente seduta ai tavoli guarda quella scena con sorpresa.

Qualcuno dice:
“Dev’essere suo padre.”

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro
Il ritorno in patria
Quando tornò in patria dopo due anni di assenza, c’erano già altre buone orchestre che incontravano il favore del pubblico, quindi Canaro decise di iniziare una lunga tournèe attraverso l’interno del paese per farsi conoscere in ogni angolo.

Poi, quando la radio cominciò a prendere piede, la sfruttò al punto da diventare la più grande stella dell’etere.
Il teatro musicale invece non fu una sua invenzione, ma tutte le riviste che produsse ebbero grande successo.

I suoi cantanti erano giovani attori, e alcuni di loro furono plasmati a tal punto da diventare “cantanti sinfonici”, utilizzati per le aperture o gli intermezzi, diretti dall’orchestra nel sottopalco.

Riprendeva antichi tanghi, ribattezzandoli e cambiandogli nome se modificava il testo.

Così, il suo tango sinfonico “PajaroAzul” nasceva dal precedente “Nueve puntos”, “Halcón negro”, del 1932, prima era “La llamada” e con l’aggiunta del testo divenne “Rosa de amor”.

Tentò anche di lanciare un nuovo ritmo il “tangón”, che non ebbe successo. Lo stesso fece con il “milongón”.

Il suo unico fallimento fu nel campo della cinematografia. Canaro fondò la casa di produzione “Rio della Plata” ma nessuno dei film che produsse ebbe successo, tanto che dovette sbarazzarsi della società.

Dal 1929 al 1938 ebbe una bellissima storia d’amore con la cantante Ada Falcòn, alla quale dedicò numerosi pezzi, tra cui “Te quiero”, e un vals,” Yo non sé qué me han hecho tus ojos”: nel cui titolo c’è l’amore che il grande musicista ebbe per lei, ma un amore ben diverso da quello della cantante che era vero fino alla follia, sincero, esclusivo, insospettabilmente drammatico.

La prima volta che si conobbero Ada aveva circa vent’anni, Francisco Canaro era prossimo ai quaranta ed aveva già sposato “la Francese”.

Dopo circa quattro anni cominciarono a frequentarsi e fu un amore felice, fino a quando Ada gli chiese di divorziare dalla moglie.

Pare che Francisco fosse d’accordo, ma volle consultare il suo avvocato per sapere cosa ne sarebbe stato di tutto il suo ingente patrimonio. “E’ semplice, metà a te e metà alla Francese”.

In quel momento Francisco Canaro capì e decise che non si sarebbe mai separato.

Un aneddoto racconta che durante una pausa delle prove d’orchestra, Ada è seduta sulle ginocchia di Canaro quando si spalanca la porta della sala. Entra “la Francese” infuriata, apre la borsetta, impugna una pistola, si avvicina alla coppia e la minaccia. Ada scappa di corsa e qualche giorno dopo manda a Francisco una lettera:” Io non canterò più per te”, non è ancora una lettera d’addio (per il momento), ma sicuramente una lettera di dimissioni.
Ada Falcòn a 37 anni sparì dalle scene, per rinchiudersi in un convento di un paesino della provincia di Còrdoba, Salsipuedes.

Nel 1956 pubblicò le sue memorie intitolate “Mis memorias”.
Tra le sue composizioni di successo ricordiamo “El chamuyo”, “El pollito”, “Charamusca”, “Mano brava”, “Nobleza de arrabal”, “La tablada”, “Destellos”, “El opio”, “Sentimiento gaucho”, “La última copa”, “Déjame”, “Envidia”, “Se dice de mí”, “La brisa”, “Madreselva”(inizialmente “La polla”) e “El tigre Millán”.

Una malattia rara, la malattia di Paget, lo portò alla morte il 14 dicembre 1964. Il suo patrimonio fu diviso equamente tra la moglie ufficiale, “la Francese”, e le sue figlie nate dalla relazione con una ragazza del coro di una delle sue riviste.

 

 

 

A Montevideo una strada porta il suo nome.
Fino ad oggi a Buenos Aires, nessun cinema, nessun teatro, nessuna strada lo ricorda e questo ci da lo spunto per dire che, documentandoci per questo post, abbiamo avuto l’impressione che Canaro sia stato sicuramente un genio della musica e un buonissimo imprenditore di se stesso, mentre sotto l’aspetto umano non sia stato altrettanto grande.

 

FRANCISCO CANARO : DISCOGRAFIA : (1922 – 1964)

 La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

Sentimiento Gaucho
(Musica: Rafael e Francisco Canaro
Letra: Juan Andrés Caruso)
Tango 1924

 

En un viejo almacén del Paseo Colón
donde van los que tienen perdida la fe,
todo sucio, harapiento, una tarde encontré
a un borracho sentado en oscuro rincón.
Al mirarle sentí una profunda emoción
porque en su alma un dolor secreto adiviné
y, sentándome cerca, a su lado, le hablé,
y él, entonces, me hizo esta cruel confesión.
Ponga, amigo, atención.
Sabe que es condición de varón el sufrir…
La mujer que yo quería con todo mi corazón
se me ha ido con un hombre que la supo seducir
y, aunque al irse mi alegría tras de ella se llevó,
no quisiera verla nunca… Que en la vida sea feliz
con el hombre que la tiene pa’ su bien… o qué sé yo.
Porque todo aquel amor que por ella yo sentí
lo cortó de un solo tajo con el filo’e su traición…
Pero inútil… No puedo, aunque quiera, olvidar
el recuerdo de la que fue mi único amor.
Para ella ha de ser como el trébol de olor
que perfuma al que la vida le va a arrancar.
Y, si acaso algún día quisiera volver
a mi lado otra vez, yo la he de perdonar.
Si por celos a un hombre se puede matar
se perdona cuando habla muy fuerte el querer
a cualquiera mujer.

 

Traduzione in Italiano
In una vecchia bottega di Paseo Colón
dove vanno quelli che perdono la fede,
tutto sporco, stracciato, un pomeriggio ho trovato un ubriacone seduto in un angolo buio.
Al guardarlo ho sentito una profonda emozione perché nella sua anima un dolore segreto ho indovinato
e, sedendomi vicino, al suo fianco, gli ho parlato,
e lui, allora si è confessato.
Faccia, amico, attenzione.
Sappia che è condizione del maschio soffrire…
La donna che io volevo con tutto il mio cuore
se ne è andata con un uomo che ha saputo sedurla
e, sebbene al andarsene la mia allegria si è portata via, non vorrei vederla più… che nella vita sia felice
con l’uomo che ce l’ha per il suo bene… o che ne so.
Perché tutto quell’amore che per lei io sentì
lo ha tagliato di un solo taglio con il filo del suo tradimento…
Però è inutile… non posso, anche se voglio, dimenticare il ricordo di quella che è stata il mio unico amore.
Per lei sarà come un trifoglio che profuma a chi la vita gli strapperà. E se un giorno vorrà tornare al mio fianco ancora, io la perdonerò.
Se per gelosia si può uccidere un uomo
si perdona qualsiasi donna quando parla molto forte l’amare.

 

Angelo Mangiapane e La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

© ANGELO MANGIAPANE CAFFEINA WOODOO MARKETING – MARKETING E COMUNICAZIONE 

 

 

Buon Inizio con La Via del Tango

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In questo 2016 appena iniziato ti auguro di vivere il maggior numero di MOMENTI MEMORABILI!
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Con il Tango che è un atto di Amore.
 
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Proprio come quelli che abbiamo trascorso io e Carlita guardando ed ascoltando Libertango del Maestro Astor Piazzola
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in QUESTO VIDEO
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Libertango del Maestro Astor Piazzola
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Per un augurio in musica di Tango Argentino, tiriamo fuori dall’archivio un pezzo storico, sul quale si sono cimentati gli interpreti più disparati.
Libertango è forse il pezzo più noto del maestro Astor Piazzolla.
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Libertango la cui grande diffusione da notorietà e fa conoscere Astor Piazzolla a tutta l’Europa e gli apre le porte per la fama mondiale che raggiungerà.
Per rendere immortale una musica già suggestiva, anche per la poetica di cui è pervaso, oggi inizio 2016, voglio ascoltarlo con te.
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Beh, ascoltarlo e fare i raffronti è davvero gustoso, di grande soddisfazione…
Lascio a te i commenti, io la mia idea me la sono fatta, e così le mie preferenze.
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Auguri di cuore a te, per l’anno 2016 con il Tango che è un atto di Amore
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Carlita e Angelo   (La Via del tango)
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angelo e carla
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P.S.
 
I momenti memorabili che ti auguriamo per il 2016 non devono essere necessariamente esperienze costose. 
 
Spesso, i ricordi piu’ belli che abbiamo, sono quelli piu’ semplici.
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In Libertango il bandoneon di Piazzolla suona delle melodie non caratteristiche del Tango tradizionale ed infatti apre le porte al Tango Nuevo.
Il titolo ha origine dalla fusione delle parole Libertad (libertà in spagnolo) e la parola Tango.
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Libertango da il nome all’album di cui è il brano principale, album . Libertango venne inciso a Milano nel 1974.
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Libertango diventa familiare al grande pubblico anche perchè venne utilizzata come colonna sonora nel cinema e nella pubblicità.
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